mercoledì 12 settembre 2007

Crostata alle fragole, ma non è vero


Forse qui non ha ancora reso merito a mia madre per la sua abilità di riunire la rapidità, la leggerezza e il sapore nelle sue ricette. Questa è una crostata leggerissima, non troppo dolce, friabile.
Generalmente aggiungo la marmellata d’arance che faccio seguendo la ricetta dell’Artusi, che però ho trovato tale e quale su un ricettario della mia prozia, preziosissimo e tutto scritto a mano.
La fotografia, dite?
La fotografia non c'entra, punto.

· 100 grammi di farina
· 40 grammi di burro morbido
· 1 tuorlo e se è troppo sbriciolosa aggiungo anche un po’ di albume
· 40 grammi di zucchero
· 1 cucchiaino di lievito
· 1 cucchiaio di fecola

· Mescolo tutto insieme in una ciotola e lavoro con le mani fino a che non si forma una bella palla e Lascio riposare in frigo mezz’ora.

· Intanto accendo il forno a 175° e ungo una tortiera piccola (20 cm) ad anello e se necessario scaldo la marmellata con un gocciolino d’acqua in un padellino in modo da renderla più fluida.

· Stendo la pasta con il matterello, la metto nella tortiera e buco la pasta con la forchetta in più punti.

· Stendo la marmellata sulla pasta e inforno per 25 minuti.

lunedì 10 settembre 2007

Labna


La ricetta non e’ mia, proviene da questo blog che definirei in continua trasformazione e che vale la pena di seguire con molta attenzione.
Quindi onore al merito a Maruzzella.
Qui riporto integralmente in suoi commenti a cui aderisco senza remore.
Il Filadelfia non lo compravo nemmeno prima, ma a maggior ragione oggi....


"Si chiama labna ed è una ricetta mediorientale. Vi servirà un barattolo dello yogurt YOMO bianco intero da 500 grammi, uno scolapasta piccolo di dimensioni e di buchi - dovrà somigliare il più possibile a una rete, una ciotola per contenerlo, una salvietta leggera, e mezzo cucchiaino da caffè di sale.
Fate aderire il telo all'interno dello scolapasta, mettetelo nella ciotola e versatevi lo yogurt in cui avrete fatto sciogliere il sale. Tenetelo in frigorifero a scolare per una notte, dopodiché giratelo, liberatelo dal telo, rimettetelo nello scolapasta e tenetelo in frigo ad asciugarsi per altri tre giorni.
Trasferitelo in un barattolo e vi assicuro che non comprerete mai più in vita vostra il Filadelfia o altre cremette semiplastificate. Ve lo potete mangiare così, acidino al punto giusto, da solo a cucchiate, condito con olio e erbe o spezie, oppure usarlo come base per altre preparazioni."

mercoledì 5 settembre 2007

Pizza bianca della "RAVIOLI"


Seguo spesso i programmi del canale GRCh, e soprattutto una cuoca: Laura Ravaioli, che trovo bravissima. Questa è la sua ricetta della pizza bianca.
Ah.. "Ravioli" è il simpatico nomignolo che mio figlio piccolo le aveva dato perchè non riusciva a pronunciare il suo nome.....

1 kg di Farina
600 gr. di Acqua
35 grammi di lievito
10 grammi di sale
60 grammi di olio
Sale grosso e olio per condire

LIEVITINO DA PREPARARE LA SERA PRIMA O QUALCHE ORA PRIMA

Tolgo 200 grammi di farina e 200 grammi di acqua dal totale, aggiungo il lievito e mescolo fino ad ottenere una pastella fluida.
Quando è lievitato preparo l’impasto che dovrà essere molto morbido, quasi fluido.

Metto la farina rimanente a fontana, al centro metto il “lievitino”, poi l’acqua rimasta e quasi tutto l’olio e infine il sale.
Impasto e ungo l’impasto con l’olio rimasto prima di metterlo a lievitare in un posto tiepido, ma non sul calorifero, per 2 ore, coperto con un panno.

Ungere con abbondante olio la carta forno e trasferire l’impasto lavorandolo poco e con pazienza.
Coprire di nuovo con un panno bagnato e far lievitare altri 30 minuti.

Ungere le dita e fare le fossettine della focaccia. (da qui anche Pizza con pomodoro e mozzarella)

Preparare l’emulsione con 5 cucchiai di olio e 5 di acqua, usando una frustina.
Versare l’emulsione sulla focaccia, lasciandone da parte un po’ e con le dita continuo a spandere l’emulsione nelle fossettine.

Il forno è a 200 gradi, metto una pentolina di acqua e lascio fino a che la superficie non è dorata.
Tolgo dal forno e metto la rimanenza dell’emulsione, insieme al sale grosso.