giovedì 24 gennaio 2008

Marmellata esotica


La ricetta originale prevedeva il succo di un limone intero, 200 grammi di zucchero e 200 di datteri, ma vi assicuro che viene aspra, molto aspra.
Se vi piacciono le marmellata poco dolci, in cui il dattero fa solo da fantasma usate queste dosi, altrimenti quelle che trovate sotto.

• 1 Kilo di arance
• Il succo di ½ limone
• 250 grammi di zucchero
• ½ bicchierino di rum
• 300 grammi di datteri snocciolati

Sbucciate a vivo le arance, estraetene gli spicchi togliendo tutte le pellicine bianche e mettetele in una casseruola.
Aggiungete il succo di limone, lo zucchero e il rum.
Fate cuocere mescolando di tanto in tanto.
Quando le arance sono ben disfatte aggiungete i datteri snocciolati e lasciate cuocere fino a che non è pronta, facendo la famosa prova piattino: mettete un po’ di marmellata su un piattino, fatela raffreddare leggermente e se inclinando il piatto non scivola, è pronta.
Ora avete due possibilità, a seconda della consistenza e dell’aspetto che volete dare alla vostra marmellata: se vi piace così invasatela, altrimenti passatela al setaccio e poi fate cuocere per altri cinque minuti.
Io l’ho passata al setaccio.
Devo dirvi che i vasi devono essere prima sterilizzati, quindi riempiti, poi ben puliti nel punto dove si avviterà il tappo, chiusi immediatamente e girati a testa in giù fino a che la marmellata non si è raffreddata dentro il vaso?

domenica 20 gennaio 2008

Pane alle banane




La ricetta non e’ mia, ma proviene da un sito di cucina macrobiotica, quindi onore al merito a Petula. Qui riporto quasi integralmente in suoi commenti. Aggiungo solo che io ho usato una tazza, per la precisione un piccolo mug, che piena contiene 1 etto di farina. Chissà se ho fatto bene?

“… è possibile fare ottimi dolci senza usare burro, zucchero e uova. Questo è un dolce ottimo per la prima colazione, si mantiene soffice a lungo e dà una discreta energia. Per prima cosa procuratevi delle banane bio (meglio se equo-solidali) e lasciatele maturare fuori dal frigo per qualche giorno; sono perfette quelle banane marroncine che di solito nessuno vuole mangiare. Il cremor tartaro è invece un lievito naturale reperibile in tutti i negozi bio e che non ha il saporaccio tipico del lievito chimico. … usate solo olio di mais bio e spremuto a freddo altrimenti lasciate perdere e usate un olio di oliva leggero come quello ligure o del Garda... La ricetta che segue è ottima senza ostruire le arterie e la devo al dr. Weil, un mito della medicina alternativa.”
3 banane medie mature1 e 1/2 tazza di farina integrale1 cucchiaio scarso di cremor tartaro1/2 tazza di sciroppo d'acero o di malto di mais3 cucchiai di olio di mais1 tazza di nocciole tostate e 1 pizzico di saleL'impasto funziona come per i muffin, meno si mescola meglio è.Da una parte frullate le banane con l'olio e lo sciroppo d'acero, mentre in una altra ciotola mischiate la farina con il cremor tartaro, le nocciole tritate e il sale. Unite i due composte, mescolate solo per amalgamare e versare in uno stampo da pudding o da pane in cassetta. cuocete in forno a 180° per 40 minuti. Fate raffreddare su una gratella prima di servire.”

domenica 13 gennaio 2008

Merendina


Questo è il sesto tentativo e finalmente è riuscito,
se si esclude il fatto che il forno era ancora troppo alto.
Finalmente queste Choquettes non hanno più l'aspetto di frittatine.
Si tratta di un dolcetto per la merendina, a base di "pâte à choux" cioè pasta bignè, ma dolcificata.
Una piccola delizia per il palato di chi, dentro, rimane sempre bambino.
Se volete la ricetta originale andate qui , se siete pigri di seguito trovate la traduzione per fare 25 Choquettes....e anche qualche cosa in più....

· 2 uova
· Acqua in uguale quantità al peso delle uova
· 50 grammi di burro a pezzetti
· 2 cucchiai di zucchero
· Sale
· 75 grammi di farina setacciata

Sgusciate due uova e pesatele.
Mescolate 50 grammi di burro a pezzetti, acqua in quantità uguale al peso delle uova, 2 cucchiai di zucchero e una presa di sale in una piccola casseruola.
Non appena comincia a bollire togliete la casseruola dal fuoco, versate 75 grammi di farina setacciata tutta in una volta e mescolate con un cucchiaio di legno fino a che l’impasto si stacca dalle pareti della casseruola e comunque per almeno 6 minuti, mescolando continuamente anche per togliere gli eventuali grumi che dovessero formarsi.
Trasferite l’impasto in una ciotola, fatelo raffreddare e aggiungete le uova, una per volta e mescolate con un cucchiaio di legno o con il mixer per 2 o 3 minuti.
L'impasto deve essere piuttosto sodo, altrimenti si dilaterà sulla placca del forno.
Usando due cucchiai, fate cadere delle piccole palle di impasto, della misura di una noce, su una teglia ricoperta di carta forno, facendo attenzione che ci sia spazio a sufficienza fra una e l’altra perché lievitino alla giusta dimensione. Spargete sopra le palline dei grani di zucchero e siate generosi.
Anche il passaggio del forno è importante.
Queste sono state cotte nel forno già a 195° per 21 minuti, ma la prossima volta proverò a 195° fino a che non sono dorate e poi a 180° per 10-15 minuti.

Resistete alla tentazione di aprire il forno perché altrimenti collasseranno. Spegnete il forno e lasciatele dentro a porta chiusa per altri 10 minuti, prima di toglierle e farle raffreddare su una gratella.
Chiudete gli occhi e sognate.