
Oh...il piatto è proprio inglese e i biscotti proprio scozzesi.
Al mio palato questi biscotti salati e dolci nello stesso tempo piacciono molto.
Il fegato, invece, apprezza molto ma molto meno.
Ho trovato la ricetta su questo bellissimo blog ma, a causa della mia scarsa efficienza, quando li ho rifatti la seconda volta ho apportato delle piccole modifiche.
Per una quarantina di biscotti (poi certo, dipende dalla dimensione) servono:
350 grammi di farina
210 grammi di burro salato
140 grammi di zucchero.
Ho mescolato lo zucchero e la farina e in una ciotola e poi, in mezzo, ho aggiunto il burro morbido e ho impastato.
Il Cavoletto consigliava sul suo blog, nel caso trovaste l'impasto troppo sbricioloso, di aggiungere uno o due cucchiai di latte.
A questo punto
- la prima volta ho avvolto l'impasto nella pellicola e l'ho messo in frigorifero per due ore.
Avrei voluto poi stendere l'impasto al matterello lasciando uno spessore di circa 1 centimetro, ma la palla tolta dal frigorifero si sbriciolava e non voleva saperne di essere domata.
Forse non dovevo fare una palla ma una tavoletta...
Comunque alla fine ho avuto la meglio e ho ritagliato i biscotti in rettangoli lunghi circa 7 centimetri e larghi 2.
Mi piace questa forma perchè ho l'impressione di mangiarne meno.
Ho poi messo i biscotti sulla teglia rivestita con carta da forno e con una forchetta ho fatto i tipici buchini.
Infine ho infornato a 150° per 45 minuti.
- la seconda volta ho steso immediatamente l'impasto sulla teglia rivestita con carta da forno, aiutandomi con un po' di farina spolverata sul matterello e infine con una forchetta ho fatto i buchini.
Ho infornato sempre a 150° per 45 minuti. Ho tolto il rettangolo dal forno e mentre era ancora caldo e morbido ho ritagliato i biscotti e ho rifatto i buchini che nel frattempo erano spariti.
Differenze?
La prima versione mi ha richiesto molto più tempo e pazienza, ma i biscotti avevano i bordi dritti; la seconda volta è stato molto più facile, ma i biscotti si sono un pochino sbriciolati nel punto in cui passavo con il taglia pasta.
Vabbè. Sarà per la terza. Io non demordo.
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